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TURISMO E COMMERCIO - Agricoltura nel Comune di Bagolino

Quadro conoscitivo di riferimento su aspetti socio/economici
in agricoltura nel Comune di Bagolino

[Redatto in collaborazione con il Tecnico del Servizio Agricoltura della Comunità Montana Valle Sabbia]

STRUTTURE AZIENDALI
In occasione del censimento dell'Agricoltura del 1990, 8.889,25 ettari del territorio del Comune di Bagolino (circa l'81% del totale), erano a destinazione Agro-silvo-pastorale e ad incolto produttivo. Il numero delle Aziende censite, era 580 unità.
La loro suddivisione per Classe d'ampiezza è riportata nella seguente tabella:


Classi d'ampiezza
Aziende
Superficie
Aziende
Numero
%
ettari
%
1 - 10 ettari
429
73,97
1440,94
16,20
11 - 20 ettari
76
13,10
1050,03
11,82
21 - 50 ettari
32
5,52
975,32
10,97
51 - 100 ettari
17
2,93
1133,63
12,75
Oltre 100 ettari
26
448
4289,33
4826
 
Totali
580
100,00
8889,25
100,00

Dalla lettura si evince che il maggior numero di aziende (429 pari al 73,97% del totale) era compresa nella classe d'ampiezza da 1 a 10 ettari e la loro superficie ricopriva solo il 16,20% della superficie agraria totale.
Per contro, con dimensione dagli 11 ai 20 ettari si contavano 76 aziende con una superficie di ettari 1.050 e 75 aziende con oltre 20 ettari (superficie 6.398,28 ettari, pari a oltre il 70% del totale).
Ne consegue che a Bagolino la struttura aziendale era caratterizzata, nell'anno 1990, dalla presenza di aziende di piccola o piccolissima dimensione, ma anche di aziende (13% circa) che possono definirsi "economicamente significative".
se gli 8.889,25 ettari si suddividono per qualità di coltura, otteniamo i dati riportati nella tabella che segue:

Tipi di coltura
Superficie
Ettari
%
Seminativi
59,51
0,67
Colture arboree
19,45
0,21
Prati stabili - Pascoli
3.634,05
40,88
Boschi
3,947,30
44,41
Incolti produttivi
1.228~84
13,83
Totali
8.889,25
100,00

Si evidenzia una irrisoria percentuale di superficie agraria adibita a Seminativo ed a Colture arboree (0,88%) localizzate nella sola piana del Caffaro, mentre l'85,29% della superficie agraria è coltivata a prato stabile, a pascolo/pascolo arborato e a bosco.
Una percentuale, quella dell'85,29%, che raggruppa tutte le aziende Agro-silvo-pastorali giudicate "economicamente significative".
I seminativi sono rappresentati dalla coltura del granoturco che, macinato, dà origine a farina consumata in famiglia oppure, solo in minima quantità, ceduta alla vicina Cooperativa del Comune di Storo ubicato in Provincia di Trento
Le colture arboree sono costituite da piccoli meleti (10O~300 piante circa), e la produzione viene autoconsumata interamente.
Se i 3.634,45 ettari adibiti a prato stabile ed a pascolo o pascolo/arborato vengono divisi tra le due colture, si evidenzia che 834 ettari sono i prati stabili e 2.800 ettari pascoli o pascoli arborati; da ciò ne consegue che per Bagolino i pascoli rivestono una grande importanza: infatti va rilevato che essi raggruppano 28 malghe, tutte annualmente caricate con bestiame sia degli allevatori del Comune di Bagolino che appartenente ad allevatori di altri Comuni della Valle Sabbia.
Anche la superficie a Bosco, con i 3.947,30 ettari riveste per Bagolino una grande importanza: si tratta di boschi d'alto fusto (abete e lance) e boschi misti di latifoglie (in prevalenza faggio).
Essi vengono coltivati per l'esbosco di legname da opera e da ardere. Quest'ultimo è utilizzato per l'autoconsumo o venduto in prevalenza alla popolazione locale.
Per quanto interessa le forme di conduzione delle sopraccitate aziende, si osserva che quella pressoché esclusiva è la forma del coltivatore diretto proprietario del fondo. All'epoca del censimento dell'anno 1990 solo 5 delle 580 aziende erano infatti condotte con il supporto di salariati.

CONSISTENZA DEGLI ALLEVAMENTI
A Bagolino la superficie di 3.634,05 ettari a prato stabile ed a pascolo dà vita all'attività agricola esclusiva del Comune, cioè quella dell'allevamento dei bestiame bovino di Razza Bruna e bestiame Caprino.
Dal censimento del 1990 è stato estrapolato il numero degli allevamenti (59) e dei capi bovini allevati (1.376) mentre i Caprini erano 314.
Dividendo il numero dei capi bovini per il numero degli allevamenti, si ha la consistenza media di ogni allevamento pari a 23,3 capi; una dimensione di molto superiore alta media riscontrata nell'intero Comprensorio di Valle Sabbia che, sempre nel 1990, era di 7,8 capi
Ne consegue che il Comune di Bagolino, per l'attività agricola che vi si esercita, è il più importante tra quelli che compongono la Comunità Montana.
Ma anche a Bagolino, come per tutti i Comuni montani, l'attività zootecnica si è nel tempo ridimensionata.
Per evidenziare il fenomeno sono stati confrontati i dati censuari dell'anno 1990 con quelli a disposizione presso l'Azienda Sanitaria Locale riferiti agli anni 1992 e 1998.
Circa la dinamica del numero delle aziende zootecniche e dei capi i dati rilevati sono i seguenti:

Anni
Numero allevamenti
Numero capi
1990
59
1.376
1992
50
1.068
1998
48
1.049

Da quanto sopra evidenziato ne consegue che dal 1990 al 1998 (cioè in 7 anni) vi è stata una diminuzione in valore assoluto di 11 allevamenti (16,94% del totale) e una diminuzione di 327 capi allevati (23,76% del totale).
Diversamente, raffrontando l'anno 1992 con il 1998, si constata la cessazione di soli 2 allevamenti accompagnata dal decremento di 19 capi bovini; per cui si rileva una sostanziale stabilità delle aziende zootecniche. Forse da quanto sopra esposto emerge un nuovo equilibrio tra risorse foraggiere, addetti ai settore agricolo e attività zootecnica specifica. Questo rapporto di forze ora ottenuto è di indubbia importanza non solo per l'economia agraria del Comune, ma, più in generale, per la salvaguardia e la tutela del territorio dell'intera valle del Caffaro.
Inoltre, sempre mettendo a confronto gli anni 1992 e 1998 si possono estrapolare i seguenti dati in relativa alla dimensione delle aziende distinta per classi di ampiezza:

Classi d'ampiezza
1992
1998
N° allevamenti
capi
N° allevamenti
capi
Da 1 a 10
13
65
17
89
da 11 a 20
14
213
10
175
da 21 a 30
12
307
6
146
da 31 a 5O
9
357
13
493
Oltre 50
2
126
2
146
         
Totali
50
1068
48
1049

Da quanto sopra esposto si evince una sostanziale stabilità degli allevamenti compresi nella classe d'ampiezza da 1 a 20 capi, una diminuzione di quelli da 21 a 30 capi ed un aumento di quelli oltre i 31 capi bovini.
Una dinamica che conferma il consolidamento delle aziende zootecniche con crescita di quelle "economicamente significative" (con oltre 31 capi bovini) nelle quali si realizza, otre che la coltivazione dei prati, anche la pratica dell'alpeggio. Inoltre è opportuno rilevare che tali aziende rivestono un'importanza non solo per l'attività agricola del Comune ma anche per gli allevamenti di altri Comuni della Vallata.

PRODUZIONE E COMMERCIALIZZAZIONE DEI PRODOTTI
Dalla ricerca compiuta presso il Servizio Veterinario della locale A.S.L è stato rilevato che a Bagolino, nel 1998, vi erano 1.049 capi bovini di cui 678 bovine da latte.
Se ad ogni bovina viene attribuita una produzione media per lattazione di 32 ql di latte trasformato, si ha una produzione annuale di latte di circa 21.700 ql..
Se a predetto quantitativo si somma il latte munto dalle circa 350 bovine provenienti dagli allevamenti di altri Comuni della Valle in alpeggio nel periodo estivo (circa 3.150 ql.), Si ha una produzione annua globale di latte vaccino che somma a ql. 24.860 mentre quella di latte caprino è stata stimata in 810 ql. annui.
Tutto il latte viene trasformato in formaggio e burro in quanto a Bagolino non viene prodotto latte alimentare. Pertanto, trasformando dati sopra riportati, si ottengono i seguenti valori riferiti ai prodotti finiti: formaggio a pasta dura circa 1.500 ql., a pasta molle (formaggelle oltre i 60 giorni di stagionatura, comprendendo anche quelle ottenute dal latte di capra) circa 300 ql., burro circa 350 ql..
Il formaggio a pasta dura di cui sopra è il tipico "Bagòss " o "Bagòs", conosciuto in Provincia di Brescia da tempo immemorabile; arrivato ai nostri tempi attraverso la tradizionale: infatti, come citano alcuni testi del 1500, veniva venduto e donato come prodotto di pregio ai nobili della vallata e della Repubblica di Venezia.
Oltre che nelle singole aziende sparse sul territorio di Bagolino, nel solo periodo invernale, il formaggio viene prodotto anche dal "Caseificio sociale" che raccoglie in detta stagione circa 3.000 ql. di latte.
Da tempo il "Bagòss" è imitato sia in aree della Provincia di Brescia che in quella di Trento, ma anche nella Regione Veneto.
Un'imitazione che è alimentata dal prezzo di vendita che può spuntare un prodotto tipico di nicchia quale è il "Bagòss": pertanto, lo sprovveduto e malcapitato consumatore rischia di spendere 30/40.000 lire al Kg. (ma a volte addirittura 50/60.000 lire al kg.) senza gustare il formaggio "Bagòss" ma un falso con tanto di valore aggiunto incassato dall'opportunista venditore.
Ne consegue l'opportunità o meglio la strada obbligata di un'azione di tutela e difesa del prodotto realizzato a Bagolino, Comune d'origine e depositario della secolare tradizione.
Oggi il "Bagòss" viene venduto anche negli spacci aziendali ma in genere la commercializzazione avviene in partite di 20-50 forme, dirette ad una clientela storica che l'allevatore si è creato.
Inoltre la vendita può avvenire in diverse epoche di stagionatura: fuori sale, 3-6 mesi, un anno; in alcuni casi è stata rilevata la prenotazione del formaggio ancor prima che venisse prodotto.
Modalità di vendita quindi delle più svariate o soggettive che, se per alcuni allevatori consente buoni guadagni, in generale fanno registrare difficoltà e quindi deprezzamento del prodotto per le minori capacità di trattativa dei singoli.
Inoltre il sistema indicato risente dell'andamento periodico del prezzo del mercato nazionale dei prodotti caseari, in particolare di quello del grana padano, che peraltro da due anni è in flessione.
Quindi, anche per il "Bagòss" si registra un preoccupante periodo di debolezza nelle contrattazioni che si attribuisce, oltre che alla crisi generalizzata del settore, anche ai "disordine" commerciale causato dalla smisurata e destabilizzante presenza sul mercato di quantitativi di "Bagòss" falso.

CONSIDERAZIONI CONCLUSIVE
Con il consistente numero di aziende agro-silvo-pastorali presenti sui territorio, (151 delle 580 rilevate al censimento del 1990 con superficie di oltre 10 ettari) e 28 alpeggi in attività, Bagolino mostra l'importanza dell'Agricoltura nel contesto territoriale Comunale.
Non solo, ma le interrelazioni ed i collegamenti che ogni anno si stabiliscono tra gli allevatori di Bagolino e della Valle Sabbia in occasione della monticazione dei 400 bovini e delle oltre 600 capra, indicano il ragguardevole "peso" che Bagolino ha per gli allevamenti di almeno quattro Comuni (Anfo, Capovalle, Mura e Treviso Bresciano) nei quali il maggior numero di allevatori riesce a svolgere in estate con efficacia le operazioni necessarie alla fienagione.
La stazionarietà del numero degli allevamenti e dei capi registrata negli ultimi 5 anni è un altro dato che rassicura la continuità dell'esercizio dall'Agricoltura sia nelle aziende condotte a part-time che in quelle con agricoltori occupati a tempo pieno.
Per quanto interessa le forze lavoro, è pur vero che i dati rivelano un costante invecchiamento degli attivi ma si osserva il consistente contributo in determinati periodi dell'anno degli extra/agricoli per la fienagione. Si rileva inoltre un ritorno di gradimento, da parte del tessuto sociale di Bagolino, nei confronti dell'attività dell'allevamento, tanto che recentemente si sta assistendo alla nascita di nuove aziende agricola da parte di giovani allevatori.
Se nel contesto dell'economia generale del Comune di Bagolino l'agricoltura ha mantenuto un tessuto ed una "rete" di aziende economicamente significative, la ragione fondamentale viene attribuita al formaggio "Bagòss" il cui valore per qualità organolettica ed unicità è incontestabile.
Un prodotto, il "Bagòss", cha in questi ultimi anni è stato imitato anche da aziende industriali e tale fatto desta preoccupazione per la contaminazione delle originali caratteristiche del formaggio stesso e per la esagerata quantità di prodotto che viene immesso sul mercato.
Gli allevatori di Bagolino, sia singoli che associati, devono quindi difendersi e tutelare il loro formaggio.
Tale indirizzo può essere perseguito ottenendo il riconoscimento di Denominazione d'Origine Protetta del "Bagòss"; non solo, ma anche acquisendo la denominazione di "Prodotto dalla montagna Italiana" come contempla l'articolo 15 della Legge N° 97/94.
Con il diffondersi di più moderni sistemi di vendita, nel nuovo rapporto tra consumatori e bene acquistato diviene sempre più necessario fornire garanzia del prodotto tipico.
La "Cooperativa Valle di Bagolino", che vede tra i propri soci la quasi totalità degli allevatori del Comune (quindi dei produttori del Bagòss), può intraprendere i necessari atti di richiesta di Denominazione d'Origine Protetta del formaggio, sia al fine di tutelare gli interessi degli allevatori che la specificità di un prodotto nonché la tutela del consumatore che può ancora oggi accedere ad un prodotto TRADIZIONALE.