Regione Lombardia riduce i fondi per lotta all’infiltrazione mafiosa


La giunta regionale della Lombardia, che ha come Presidente della Regione l’ex Ministro dell’Interno Maroni,  ha ridotto i fondi per la lotta alle infiltrazioni mafiose nella regione. Non che prima i fondi per la lotta alla mafia fossero sostanziosi, perché si parlava di un impegno di 600 mila euro l’anno fino al 2016; ora la cifra è stata abbassata a 200 mila euro l’anno. I restanti 400 mila euro sono stati destinati a indennità per commissioni a Enti della Giunta che con la mafia centra ben poco.

E’ un fatto estremamente grave perché vuol dire non essere in grado o non voler comprendere l’entità del problema. La Lombardia è un territorio di grande business per l’ndrangheta calabrese, soprattutto nel campo dell’edilizia. In molti comuni le famiglie appartenenti ai clan hanno un vero e proprio monopolio nel campo delle costruzioni grazie a gare di appalti truccate. Le numerose giunte comunali sciolte nell’hinterland milanese per mafia ne sono la prova. Primo fra tutti è stato il comune di Sedriano a cadere per mafia. Nel 2010 grazie all’inchiesta “Infinto”, un’operazione congiunta contro la mafia al Nord e al Sud che ha portato all’arresto di 154 persone al Nord e 156 al Sud, ha svelato un vero e proprio impianto dell’ndrangheta nel comune di Desio, che ha provocato la caduta della giunta Pdl-Lega. Come riportava “Il Fatto Quotidiano” qualche mese fa, all’epoca  il “ras” del Pdl a Desio era Massimo Ponzoni, plenipotenziario del governatore Roberto Formigoni in Brianza. Gli inquirenti lo definiscono “capitale sociale” dell’organizzazione mafiosa.

Ma la vera culla dell’ndrangheta calabrese al nord è rappresentata dalla zona Ovest di Milano. In quest’area  è presente la vera città simbolo dell’ndrangheta al nord, Buccinasco, definita dagli inquirenti come “la Platì del nord”. Qui operano il clan Barbaro-Papalia, veri monopolisti del movimento terra. Il clan aveva ottenuto nel 2003 il pagamento di 40 mila euro per i lavori nel parco “spina verde” nonostante erano già stati assegnati formalmente ad un altro imprenditore. Il sindaco Maurizio Carbonera racconterà a processo di una riunione tra i Barbaro, l’ex sindaco Lanati, il capo dell’ufficio tecnico e l’imprenditore che aveva ricevuto l’appalto. Carbonera racconta che questi ultimi “ne uscirono tesi e spaventati”. Anche a Buccinasco la giunta e stata sciolta e il penultimo sindaco Loris Cereda del Pdl è stato arrestato ed ora è ancora sotto processo per corruzione. Non solo Buccinasco, anche la giunta di Trezzano sul Naviglio è stata sciolta.

Intorno al 1984 nasce in Lombardia una struttura di vertice dell’ndrangheta, chiamata camera di controllo della Lombardia, o semplicemente Lombardia. Questa struttura ha il compito di gestire le controversie tra i locali dell’ndrangheta nell’omonima regione. I locali sono formati da più rami dell’organizzazione mafiosa che comprende più ndrine o più famiglie che operano in una determinata area geografica. Le locali gestita dalla Lombardia di cui fino ad ora si è a conoscenza sono quelle di Bollate, Bresso, Canzo, Cormano, Corsico, Desio, Erba, Limbiate, Legnano, Mariano Comense, Milano, Pavia, Pioltello, Rho, Seregno, Solaro.

Tuttavia il Ministero dell’Interno ha stanziato un fondo usura per risarcire coloro che abbiano subito danni a causa di attività estorsive di 1 640 000 euro. Il problema è che questa cifra è gestita da Finlombardia, una delle più grosse finanziarie pubbliche italiane fusa nel 2012 con la Cestec. Il direttore generale è Giorgio Papa, uomo Lega, mentre il vicedirettore è Lampugnani Giorgio, uomo Pdl-Cl vicino alla vecchia gestione Formigoni. Ci sarà una distribuzione equa tra i veri bisognosi?